Intervistiamo Cettina Donato

Intervistiamo Cettina Donato nella sua abitazione siciliana.

Intervistiamo Cettina Donato. Abbiamo raggiunto, rigorosamente in maniera virtuale, la nostra amica Cettina Donato e gli abbiamo chiesto un pò di cose e sensazioni su quanto stiamo vivendo in questo periodo e su come si svolge la sua vita al tempo del coronavirus.

Nel frattempo, mentre leggete, potete ascoltare alcuni dei dischi della nostra protagonista in sottofondo. Abbiamo selezionato e scelto alcuni suoi lavori ed aggiunto i link per l’ascolto diretto su Spotify.



Quale è l’insegnamento che stai trasmettendo ai tuoi allievi dei due Conservatori in cui
insegni, per far fronte a questo momento dal punto di vista didattico, tecnico e psicologico?

Dal punto di vista didattico, per quel che sono capace di fare, cerco di mantenere, seppur con la didattica a distanza, lo stesso standard di insegnamento che tengo in aula coi miei studenti. negli ultimi anni il cinema e la tivù, hanno volto lo sguardo alla didattica musicale: film come  “Whiplash“ (in cui un insegnante tiranno, dai dubbi e discutibili comportamenti ha portato un suo studente alla rovina) o “Nelle tue mani” (in cui un adolescente dallo spiccato talento musicale ma da trascorsi di vita deleteri riesce grazie agli insegnamenti di una bravissima pianista e agli sforzi del direttore del conservatorio a fare carriera) hanno creato nell’immaginario collettivo la convinzione che gli insegnanti di conservatorio siano dei tiranni o degli psicopatici.

Sicuramente la disciplina è essenziale e fondamentale per lo studio di uno strumento musicale, questo è fuor di dubbio. La dedizione totale al proprio strumento sin da quando si è bambini, le vacanze che “non puoi fare coi tuoi amici perché non puoi non suonare per intere settimane il pianoforte”, sono cose che possono essere comprese soltanto da chi ci è realmente passato. Tuttavia, cerco di mantenere con i miei studenti un rapporto di quasi parità: al di là del fondamentale rispetto dei ruoli oltre i confini dei quali non è mai appropriato uscire, proprio per il mio tipo di carattere gioviale, solare e da caciarona (devo proprio ammetterlo) cerco sempre di dare un assetto sereno e di grande spazio all’espressione delle personalità dei miei studenti. Non è raro ridere o divertirci durante le nostre lezioni pur non tralasciando la professionalità del mio mestiere. Inoltre, anche io imparo dai miei studenti, non sono soltanto l’insegnante. I miei studenti, seppur inconsapevolmente, attraverso i loro dubbi, le loro incertezze, la loro sete di comprendere profondamente la materia di insegnamento, mi danno degli stimoli per migliorare me stessa sia come musicista sia come didatta. 

Tecnicamente parlando, con la didattica a distanza, cerchiamo di fare quel che si può.

Per lo studio approfondito di uno strumento musicale non c’è didattica a distanza che tenga: insegnante e allievo, l’uno di fronte all’altro è l’unica soluzione per poter far fronte a tutti i problemi tecnici.

Dal punto di vista psicologico dico sempre ai miei studenti di non dare mai nulla per scontato. Neanche le abitudini che consideriamo ordinarie e semplici. Ci troviamo in un periodo storico in cui anche le cose quotidiane più semplici come andare a fare jogging o fare una passeggiata o andare a far visita ai propri genitori o andare a cena fuori con gli amici o preparare una cena per gli amici a casa propria sono diventate rare se non, in alcuni casi, impossibili. Essere riconoscenti e grati di svegliarci tutte le mattine e di essere in salute, di poter vedere, di poter camminare, di amare ed essere ricambiati. Queste, a volte, sono cose che consideriamo certe e che diamo per scontato.

Adesso ci ritroviamo in un momento in cui tutti siamo chiamati a fare degli sforzi per salvaguardare la nostra vita e quella degli altri: i nostri anziani, i nostri cari ammalati, tutta la comunità. Ci troviamo a dover affrontare una situazione di emergenza e non abbiamo mai preso in considerazione tutte quelle persone che vivono costantemente in una situazione di emergenza.

Lo sforzo che abbiamo già fatto rimanendo nel confort delle nostre case in questo mese già passato non è nulla in confronto agli sforzi che diverse famiglie fanno per anni dovendo far fronte a problemi cronici. Il tutto nell’abbandono e isolamento totale: nessun “andrà tutto bene” istituzionale da vedere al tg serale è destinato a loro. Figli malati che non guariranno mai o che addirittura moriranno, familiari immunodepressi per i quali anche un semplice raffreddore però essere letale. Quindi, apprezzare anche le semplici cose è sicuramente il modo migliore per far fronte a momenti di disagio come quello che stiamo vivendo tutti.

Apprezzando le cose semplici, senza troppa sete di chissà quale traguardo economico o sociale o di successo, pura illusione, riusciremo sicuramente a vivere anche più felici, sereni e sicuramente meno nevrotici.



Quali sono i contro e i pro (se ce ne sono) della didattica a distanza?

La didattica a distanza è l’unico modo per non abbandonare gli studenti.

Sicuramente è indispensabile in un momento critico come quello che stiamo vivendo, un momento in cui il distanziamento sociale è necessario e  fondamentale per evitare il contagio. Benché per la scuola di ogni ordine e grado la Didattica a distanza sia innovativa poiché permette a tutti gli  studenti di continuare a proseguire le lezioni pur rimanendo a casa, per quel che riguarda la musica non è tuttavia così semplice: le lezioni collettive come quelle, per esempio, di musica da camera o musica di insieme sono pressoché impossibili da svolgersi mentre le lezioni teoriche di armonia, composizione, le lezioni di strumento singole tra uno studente e il proprio insegnante  diventano più accettabili.

La didattica a distanza non può che essere considerata un surrogato della didattica tradizionale grazie alla quale, invece, docente e discente si trovano insieme, seduti entrambi allo strumento, in cui l’insegnante mostra allo studente “come suonare” un passaggio o magari suonare insieme, curare le varie sfumature del suono, monitorare i movimenti tecnici della mano e di tutte quelle parti del corpo interessate all’emissione del suono. Insegnare a suonare uno strumento musicale, perfezionare le proprie abilità musicali e un determinato linguaggio musicale non è di certo un’arte che si può somministrare a distanza.

E’ fuor di dubbio che la didattica a distanza non potrà mai diventare una consuetudine della didattica ordinaria ma in un momento come questo non c’è altra soluzione. Bisogna adattarsi alle circostanze per continuare a stare in contatto con i propri studenti aspettando con speranza di ritornare alla normalità.



Quanto è cambiata la tua vita?

Per il momento non sto viaggiando ogni giorno come sono solita fare. Quindi, da questo punto di vista la mia vita è cambiata notevolmente. Ma per quel che riguarda le cose veramente importanti, sono adattabile alle contingenze, sono stata abituata ad adattarmi a tutti cambiamenti sin da bambina. Mi adatto facilmente ai cambiamenti anche quelli, ahimè, più drastici. Di necessità, virtù. Del resto non c’è altra soluzione. Adattarsi è la carta vincente. Secondo me.

Come affronti psicologicamente la situazione?

Trovandomi sempre in viaggio per lavoro, una volta rientrata a casa  approfitto per studiare e per dedicare tempo alla mia famiglia. Quindi, in questo mese ho studiato e dedicato del tempo alla mia famiglia. Inoltre cerco di mantenere abitudini importantissime come andare a correre. A Messina il sindaco ha vietato di fare jogging quindi avendo, per fortuna un giardino che circonda la mia casa, vado a correre tutto intorno alla casa per 7 km. Immaginate la scena. Però è sempre meglio di niente. E poi le dirette Facebook con Marcello Marini, sportivo romano bravissimo. Consiglio a tutti di fare allenamento con lui!

La tua musica sta beneficiando di questo momento di decompressione delle attività?

Beh, la musica dal vivo assolutamente no. Tutti concerti sono stati annullati: la tournée de “Il Mio Nome è Caino” in tournée in tutta Italia si è interrotta a Roma. avrebbe dovuto proseguire in altre città italiane come Torino, Catania, Pescara, Umbria. Per fortuna siamo stati in altre città importanti prima che i teatri fossero stati chiusi.

Ad ogni modo, ci auguriamo di riprendere la Tournée una volta che la situazione sarà rientrata.

Avrei avuto dei concerti in Canada e Stati Uniti proprio in queste settimane, sarei dovuta trasferirmi in India per insegnare al Global Music Institute, la più importante università della musica dell’India in partnership con il Berklee College of Music. Sarei dovuta andare in Austria proprio il mese scorso. Pandemia. Tutto chiuso. Pazienza.

Stai lavorando a nuovi progetti?

Si. Il mio nuovo disco con Ninni Bruschetta, Dario Cecchini, Dario Rosciglione, Mimmo Campanale e un bellissimo quartetto d’archi, per l’etichetta AlfaMusic di Fabrizio Salvatore e Alessandro Guardia. Registrazione prevista a giugno e uscita a settembre. Speriamo che la situazione globale migliori così riusciremo a mantenere puntuale la nostra tabella di marcia. Un altro progetto teatrale molto interessante, del quale però non voglio dare troppe informazioni, almeno per adesso. Poi delle nuove collaborazioni con talentuosi artisti. Mi auguro di riuscire a portare tutto a compimento.

Quale è il messaggio che vorresti mandare ai tuoi colleghi in questo momento?

La categoria degli artisti è una di quelle che sta più risentendo della situazione. Teniamo duro. Approfittiamo di questo fermo forzato per studiare e scrivere.

Versione audio su Spotify e sulle maggiori piattaforme di podcasting

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