Driade – Sonia Ziccardi: una ninfa tra jazz e poesia

Driade – Sonia Ziccardi

Etichetta discografica: A.Ma. Records

Data di uscita: 13 marzo 2026

C’è un momento, all’ascolto di Driade, in cui la voce di Sonia Ziccardi si posa su di te come una brezza tra i rami di un bosco antico. È il brano Flying Birds: le sue parole, sospese tra il sussurro e il canto, sembrano danzare con il pianoforte di Vittorio Solimene e il contrabbasso di Alessandro Bintzions, mentre la batteria di Federico Chiarofonte disegna ritmi leggeri come foglie al vento. Non è solo musica, è un invito a rallentare, a lasciarsi avvolgere da un’atmosfera che profuma di terra e di ricordi.

Sonia, classe 1993, romana di Genzano, non canta: racconta. E lo fa con una voce che ricorda le grandi interpreti del jazz anni ’50, ma con una modernità che è tutta sua.

Driade: un album come un abbraccio

Il jazz non ha fretta, e a volte non e’ puntuale!

L’album che stiamo presentando si farà vivo, qui, il

13 marzo 2026

accompagnato da un player audio pronto a far vibrare l’aria.

Preparatevi a lasciarvi trasportare dalle sue note!

Driade è il suo primo lavoro per A.MA Records, un disco di nove tracce che unisce folk e jazz con una delicatezza che sorprende. Il titolo stesso è una dichiarazione: la driade, ninfa dei boschi, simbolo di forza e prosperità, diventa metafora di un percorso artistico che affonda le radici nell’introspezione e nella celebrazione delle proprie origini.

Ogni brano è una tappa di questo viaggio:

  • Capital Sins apre il disco con un groove ipnotico.
  • Someone Better è una ballad che si svela piano, con testi che parlano di ricerca e speranza.
  • The Ceiling Of My Room è un momento di pura intimità, quasi un diario aperto.
  • Abuse è uno dei brani più intensi, dove la voce di Sonia si fa più urgente e un magnifico assolo di sax alto di Gabriel Marciano aggiunge una tensione drammatica e coinvolgente.
  • Daddy prosegue con la stessa carica emotiva.
  • In The Haze e Two Seasons mostrano la sua capacità di fondere poesia e musica.
  • Unravel, cover di Björk, chiude il disco come una preghiera delicata.

La registrazione, curata da Clive Simpson allo Extrabeat Recording Studio di Roma, è un capolavoro di equilibrio: ogni strumento ha il suo spazio, ogni sfumatura è curata.


Un suono che parla di radici e innovazione

Il quartetto che accompagna Sonia — Solimene al piano, Bintzios al contrabbasso, Chiarofonte alla batteria e Marciano al sassofono — non è solo una sezione ritmica, ma un dialogo costante, un sostegno che sa quando farsi avanti e quando lasciar respirare la voce.

La copertina, con l’illustrazione di una driade abbracciata a un albero, è già una dichiarazione d’intenti: questo è un disco che parla di appartenenza, di natura, di quel legame viscerale con le proprie radici che solo la musica sa esprimere.


Cosa dicono gli altri

La critica internazionale ha già notato Driade. Thierry De Clemensat, corrispondente per la Jazz Journalists Association, scrive:

“In un’epoca in cui il jazz vocale privilegia l’immediatezza, Driade invita invece alla pazienza e alla riflessione. È un album che si rivela sempre più profondo, man mano che ci si perde nel suo universo”.

Non è un disco per un ascolto distratto, ma per chi vuole lasciarsi trasportare in un viaggio emotivo e sonoro.


Un invito all’ascolto

Driade non è solo un album di debutto: è una promessa. Sonia Ziccardi non si limita a cantare, ma ci guida in un bosco di suoni e parole, dove ogni brano è un albero, ogni nota una foglia. È un disco che parla di identità, di coraggio, di quella bellezza fragile che si nasconde nelle cose semplici.

Se da un lato la voce di Sonia Ziccardi dimostra una padronanza tecnica e una raffinatezza timbrica fuori discussione, in alcuni passaggi di Driade si avverte una pacata uniformità espressiva che, pur nella sua eleganza, lascia talvolta desiderare un po’ più di dinamismo interpretativo — quasi come se la ricerca di un’atmosfera sospesa finisse per limitare, in alcuni momenti, la gamma delle emozioni trasmesse.

Se il jazz è la colonna sonora della vita, Driade ne è un capitolo prezioso: intimo, necessario, da ascoltare con il cuore aperto.

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