
Awakening – Saso Popovski
Etichetta discografica: Art Melodies
Data di uscita: 12 agosto 2025
Saso Popovski non ha bisogno di fare il figo. Viene da Bitola, Macedonia del Nord, ed è oggi uno dei chitarristi jazz più rappresentativi della scena balcanica. Direttore del Dipartimento Jazz all’Università di Štip e anima del Bitola Jazz Festival, si muove tra didattica, palco e studio di registrazione con la naturalezza di chi ha le mani sporche di musica vera. Dopo dischi come Fallen Land e Steps, torna con Awakening, pubblicato nell’agosto 2025 da Art Melodies. Un lavoro che segna un nuovo capitolo, più personale e diretto, registrato con il quartetto al Drum Hub Studio di Granada.
Un disco che parla chiaro
Questo disco non fa il figo, ma sa dove andare. A tratti si perde, poi piazza stacchi da noir francese.
C’è groove, senza sbandierarlo. Il bop pulsa sotto pelle, l’euro-jazz s’insinua. E la chitarra di Saso? Moderna, concreta, niente pose.
Alcune tracce ti scivolano via, altre restano appiccicate come fumo. Da ascoltare con una birra ghiacciata e il fumo che ti resta addosso.
Questa considerazione iniziale fotografa bene l’album. Popovski non alza mai la voce: lascia che sia il suono a fare il lavoro sporco, costruendo tensioni, sospensioni e aperture che ricordano i vicoli di una città mediterranea.
Le atmosfere di Awakening
L’album si apre con “22 Days to Spring”, malinconia lenta, attesa di luce e calore. Con “Lost in Shanghai” ci butta invece in un labirinto urbano notturno, quasi un film asiatico sospeso tra neon e disorientamento. La title track “Awakening” è il vero punto di svolta: più libera, più sincera, un atto di rinnovamento musicale. “Point Blues”, firmata dal pianista Jaume Miquel, porta l’energia viscerale di Mingus, mentre “Elevator Waltz” gioca con un motivetto sentito negli ascensori di Shanghai trasformandolo in un valzer surreale.
I dettagli di produzione
Registrato dal 10 al 12 marzo 2025, Awakening è stato mixato e masterizzato da Cote Calmet, che dietro le pelli aggiunge anche gusto ritmico. Il quartetto comprende Jaume Miquel al piano, Eric Kopetz al contrabbasso, Cote Calmet alla batteria e lo stesso Popovski alla chitarra. La fotografia e la grafica di Daniel Gjurchinovski completano l’estetica essenziale ma potente del progetto.
Le voci della critica
Secondo All About Jazz, l’album rivela “il lato più agile e giocoso” di Popovski, mentre World of Jazz HRT sottolinea il legame mediterraneo e balcanico delle atmosfere, dove silenzi e pause hanno lo stesso peso delle note. Per Radio Študent, Awakening porta avanti la poetica cristallina dell’autore ma con nuove aperture e sorprese. In Polonia, Radio Jazzkultura lo definisce caldo ed energico, capace di portare sole anche nei tempi più cupi. Infine, dal Giappone, PJ Portrait in Jazz parla di “un viaggio musicale avventuroso”.
Considerazione finale
Awakening è jazz contemporaneo che non recita copioni già scritti: è fatto di esperienze, viaggi, incontri, smarrimenti. Un disco che mostra Popovski in una fase di trasformazione, capace di mischiare lirismo, groove nascosto e influenze euro-jazz. Un lavoro da ascoltare senza aspettarsi il virtuosismo da vetrina, ma piuttosto l’onestà di un musicista che sa sporcarsi le mani per dire la sua.

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